Agricoltura

Nel contesto dell’attività agricola, la gestione dei rifiuti speciali rappresenta una sfida significativa, sia in termini di impatto ambientale che di conformità normativa. 

L’agricoltura è un settore fondamentale per l’economia globale, ma produce una varietà di rifiuti speciali che richiedono un’attenzione specifica. 

Questi rifiuti derivano da diverse attività agricole, che vanno dalla coltivazione di terreni alla produzione di alimenti, all’allevamento di bestiame e alla gestione delle infrastrutture agricole.

I rifiuti speciali nel settore agricolo possono includere una vasta gamma di materiali, tra cui pesticidi e fertilizzanti chimici, imballaggi di prodotti, materiali plastici, pneumatici usati, oli lubrificanti, batterie, apparecchiature elettroniche obsolete, e scarti organici provenienti da processi di produzione e lavorazione. 

Questi rifiuti possono presentare rischi per la salute umana e per l’ambiente se non vengono gestiti in modo adeguato.

La corretta gestione dei rifiuti speciali agricoli è fondamentale per garantire la sostenibilità ambientale e sociale del settore agricolo. 

Ciò implica l’implementazione di pratiche di riduzione alla fonte, riciclo, riutilizzo e smaltimento sicuro dei rifiuti, nonché il rispetto delle normative ambientali e sanitarie vigenti.

Gestione e Codifica Rifiuti Agricoli

L’Accordo di programma per i rifiuti agricoli (Deliberazione della Giunta Regionale del 23.11.2001 n. 1383) promosso dalla Regione Liguria e sottoscritto in data 13.05.2002 fra Regione, Province liguri, ANCI e Associazioni di categoria degli agricoltori (Coldiretti, Confagricoltura, Confederazione Italiana Agricoltori) disciplina le seguenti tipologie di rifiuti agricoli:

Rifiuti pericolosi CER

  • CER 020108* rifiuti agrochimici contenenti sostanze pericolose (fitofarmaci scaduti o non riutilizzabili e relativi contenitori –
  • CER 130205* scarti di olio minerale per motori, ingranaggi e lubrificazione non clorurati (oli esausti da motori, trasmissione ed ingranaggi –
  • CER 130113* altri oli per circuiti idraulici (oli esausti da circuiti idraulici –
  • CER 160601* batterie a piombo – 
  • CER 200123* apparecchiature fuori uso contenenti clorofluorocarburi (frigoriferi, climatizzatori)
  • CER 200127* vernici, inchiostri, adesivi e resine contenenti sostanze pericolose – 

Rifiuti non pericolosi CER

  • CER 020104 rifiuti plastici ad esclusione degli imballaggi
  • CER 150106 imballaggi in materiali misti
  • CER 150110* Imballaggi contaminati da sostanze pericolose
  • CER 020104 tubi per irrigazione e altro materiale plastico
  • CER 020110 rifiuti metallici

Modalità per la bonifica dei contenitori vuoti di prodotti fitosanitari (fitofarmaci) previste dall’Accordo di Programma per i rifiuti agricoli
I contenitori vuoti di prodotti fitosanitari (fitofarmaci) e coadiuvanti sono considerati rifiuti speciali pericolosi e come tali vanno smaltiti secondo la normativa vigente. Tuttavia, tali contenitori si possono ritenere rifiuti speciali non pericolosi dopo essere stati sottoposti alle operazioni di bonifica con le modalità stabilite nell’allegato 2 dello stesso Accordo di programma e di seguito riportate.

  1. sottoporre a lavaggio con acqua nel loro luogo di utilizzo i contenitori vuoti di prodotti fitosanitari. L’operazione di lavaggio può essere effettuata manualmente o mediante l’utilizzo di attrezzature meccaniche.
    Il lavaggio manuale consiste in:
    • riempire il contenitore per circa 1/5 del suo volume con acqua
    • chiudere il contenitoreù
    • agitare bene
    • versare il refluo ottenuto in apposito serbatoio
    • ripetere l’operazione per tre volte avendo cura di far sgocciolare bene il contenitore al termine dell’ultimo lavaggio
    Il lavaggio meccanico consiste in:
    • utilizzare le specifiche attrezzature presenti sul mercato
    N.B Il refluo ottenuto dai lavaggi del contenitore deve essere utilizzato solo per eseguire trattamenti fitosanitari.
  2. I contenitori lavati e vuoti devono essere inseriti in sacchi impermeabili e chiusi ermeticamente sui quali deve essere collocata un’etichetta contenente i dati identificativi del produttore del rifiuto, ovvero:
    • ragione sociale dell’azienda agricola
    • indirizzo della sede
    • codice fiscale

Prodotti revocati o scaduti

I prodotti fitosanitari revocati o scaduti, integri inutilizzati o parzialmente utilizzati, che non sono piu’ distribuibili sulle coltivazioni in atto devono essere: conservati temporaneamente, secondo le disposizioni di cui all’art. 183, comma 1, lettera bb), del decreto legislativo n. 152 del 2006 e successive modificazioni ed integrazioni, all’interno del deposito dei prodotti fitosanitari in un’area apposita e ben identificata; smaltiti secondo le prescrizioni di cui alla parte IV del decreto legislativo n. 152 del 2006 e successive modificazioni ed integrazioni.

Al momento dell’acquisto, nel caso di prodotti revocati ma ancora utilizzabili, il rivenditore e’ tenuto ad informare l’acquirente sul periodo massimo entro il quale il prodotto fitosanitario deve essere utilizzato, in modo che questi possa programmarne l’utilizzo entro il periodo consentito.

Imballaggi vuoti

Per lo smaltimento degli imballaggi vuoti, devono essere rispettate le normative vigenti e le istruzioni riportate in etichetta e nella scheda di sicurezza.

I rifiuti contaminati da prodotti fitosanitari devono essere smaltiti secondo le leggi vigenti. Tali rifiuti comprendono anche materiali derivanti dal processo di depurazione dei reflui (es. matrici dei biofiltri) oppure dal tamponamento di perdite e gocciolamenti con materiale assorbente.

Fermo restando quanto previsto dal comma 5-ter dell’articolo 184 del D. Lgs n. 152/2006, nel rispetto delle norme comunitarie e nazionali ed allo scopo di favorire il riutilizzo , il recupero , il riciclaggio e le altre forme di recupero dei rifiuti , le pubbliche amministrazioni posssono promuovere o stipiulare accordi o contratti di programma con i soggetti economici interessati o con le associazioni di categoria rappresentative dei settori interessati.

Modalità per lo stoccaggio dei rifiuti speciali presso l’azienda

Deposito temporaneo

Per “deposito temporaneo” si intende il raggruppamento dei rifiuti effettuato, prima della raccolta, nel luogo in cui gli stessi sono prodotti o, per gli imprenditori agricoli di cui all’articolo 2135 del  codice civile, presso il sito che sia nella disponibilità giuridica della cooperativa agricola, ivi compresi i consorzi agrari, di cui gli stessi sono soci, alle seguenti condizioni:

1) il “deposito temporaneo” deve essere effettuato per categorie omogenee di rifiuti e nel rispetto delle relative norme tecniche, nonché, per i rifiuti pericolosi, nel rispetto delle norme che disciplinano il deposito delle sostanze pericolose in essi contenute;
2) devono essere rispettate le norme che disciplinano l’imballaggio e l’etichettatura delle sostanze pericolose;
3) i rifiuti contenenti gli inquinanti organici persistenti di cui al regolamento (CE) 850/2004, e successive modificazioni, devono essere depositati nel rispetto delle norme tecniche che regolano lo stoccaggio e l’imballaggio dei rifiuti contenenti sostanze pericolose e gestiti conformemente al suddetto regolamento;
4) i rifiuti devono essere raccolti ed avviati alle operazioni di recupero o di smaltimento secondo una delle seguenti modalità alternative, a scelta del produttore dei rifiuti:
a) con cadenza almeno trimestrale, indipendentemente dalle quantità in deposito;
b) quando il quantitativo di rifiuti in deposito raggiunga complessivamente i 30 metri cubi di cui al massimo 10 metri cubi di rifiuti pericolosi.

In ogni caso, anche il quantitativo di rifiuti non superi il predetto limite all’anno, il deposito temporaneo non può avere durata superiore ad un anno;

Principale normativa di riferimento

– Decreto Legislativo 03.04.2006, n. 152 – Norme in materia ambientale (parte IV) e s.m.i.
– Accordi di programma provinciali per la gestione dei rifiuti agricoli
– D.M. 22/01/2014 – Adozione del Piano d’azione nazionale sull’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari ai sensi dell’art. 6 del D. Lgs 14 agosto 2012, n. 150.

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